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Il Centro Olio Val d’Agri (COVA), in esercizio dal 2001 nella zona industriale di Viggiano, occupa una superficie di circa 180.000 m2  ed è il risultato dell’ampliamento del “Centro Olio Monte Alpi”. All’interno del COVA trattiamo gli idrocarburi prodotti dal giacimento, separando olio, gas e acque di strato. Stocchiamo l’olio greggio in appositi serbatoi per poi trasferirlo tramite oleodotto alla Raffineria di Taranto per la raffinazione. Immettiamo il gas metano desolforato, disidratato e condizionato nella rete di distribuzione nazionale Snam Rete gas attraverso una stazione di pompaggio. Infine depuriamo l’acqua di strato dai residui di idrocarburi e di gas all’interno del COVA, per poi smaltirla nei centri di trattamento autorizzati.

Il COVA ha una capacità di trattamento giornaliera di 104.000 barili (circa 16.500 m3 di olio) e di 4.660.000 Sm3 di gas associato al greggio. Eni adotta rigorose misure di tutela ambientale e sofisticati sistemi di sicurezza. All’interno di una moderna sala controllo, destinata al monitoraggio dei processi di produzione, i nostri tecnici si alternano su 3 turni di lavoro di 8 ore ciascuno, garantendo l’attività del COVA 24 ore su 24.

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L’ingegneria dei giacimenti consiste nell’ insieme di tecniche, basate sull’impiego combinato di geologia, geofisica, geostatistica, termodinamica, meccanica dei fluidi nei mezzi porosi e ingegneria di produzione, aventi lo scopo di ottimizzare la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi, sia dal punto di vista tecnico sia economico.

L’obiettivo dell’ingegneria dei giacimenti è raggiunto attraverso:Studi di giacimento e Corretta gestione delle attività durante il ciclo del giacimento dalla scoperta all’abbandono.

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I trattamenti di Olio e Gas hanno la finalità di fare in modo che il prodotto rispetti le specifiche per l’immissione nelle reti di trasporto per le successive lavorazioni (o la vendita).

Lo scopo di questi trattamenti del grezzo è di separare il gas, l'acqua ed eventuali sedimenti dall'olio, ottenendo nel contempo il massimo recupero di olio possibile.Per trattamento del gas naturale si intende l’insieme delle operazioni atte ad eliminare o a ridurre i componenti dannosi dal gas.Il trattamento può essere di tipo provvisorio o definitivo. Il trattamento provvisorio permette di trasportare il gas dal pozzo alla centrale di trattamento definitivo.

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Le Flowline, cosa sono e loro caratteristiche. Distanza dal centro olio, portata, pressione, temperatura, G.O.R., viscosità del greggio ed alla conformazione del terreno.

Stoccaggio, che è costituito da serbatoi verticali cilindrici che possono essere a tetto fisso o a tetto galleggiante.

Sistemi di scarico e delle infrastrutture differenziati. Trattamento scarichi liquidi provenienti da fonti diverse, che prima di venir smaltiti devono essere trattati allo scopo di non inquinare l’ambiente esterno.

Istituto Superiore Corleto<br>Il diritto del lavoro è l'insieme delle norme giuridiche che disciplinano i rapporti di lavoro tra il datore di lavoro e il lavoratore, le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative e le relazioni sindacali. Il diritto del lavoro è una materia molto vasta e in continua evoluzione. È una conquista relativamente recente nella storia del lavoro, nasce per tutelare l'interesse economico e la dignità dei lavoratori. Alcuni argomenti sono trattati in apposite discipline giuridiche, ad esempio le relazioni sindacali sono oggetto del diritto sindacale, le assicurazioni sociali e previdenziali sono invece oggetto del diritto della previdenza e della sicurezza sociale.

Istituto Superiore Corleto <br>Il 27 agosto 1859, a Titusville un piccolo paesino in Pennsylvania che all’epoca contata appena 125 abitanti, venne scavato il primo pozzo petrolifero della storia. Ad effettuare la prima trivellazione della storia fu l’inventore statunitense Edwin Drake. Il pozzo petrolifero è un impianto composto da una pompa meccanica e da un foro nel sottosuolo. Esistono principalmente due tipi di pozzi petroliferi: Pozzi petroliferi di mare. Le operazioni sono svolte in mare al di sopra di una piattaforma petrolifera. Pozzi petroliferi di terra. Le operazioni sono svolte sulla terraferma nella zona sovrastante il giacimento petrolifero. A seconda del tipo di perforazione (terra o mare) sono utilizzate specifiche tecnologie per ottenere il medesimo risultato: estrarre gli idrocarburi accumulati nelle trappole petrolifere e portarli in superficie. Nella fase iniziale l'impianto svolge la funzione di perforazione del sottosuolo, realizzando progressivamente un foro, largo circa un metro di diametro, fino ad una profondità finale variabile dai 5 agli 8 km (in base alla profondità del giacimento petrolifero da estrarre). Durante le operazioni di scavo viene iniettato nel foro una sostanza fangosa per impedire il crollo delle pareti e per raffreddare lo scalpello. I detriti delle attività di perforazione sono esaminati quotidianamente dai geologici per analizzare l'intervallo roccioso che si sta perforando e l'avanzamento delle operazioni di scavo. Nel foro vengono successivamente calati appositi tubi di acciaio al cui interno sono installati altri tubi più piccoli adibiti alle operazioni di estrazione. Una volta ultimata la realizzazione del pozzo petrolifero si procede con la fase di estrazione del petrolio. L'estrazione del petrolio può avvenire in modo naturale se la pressione nel sottosuolo è sufficiente a spingere il greggio dal giacimento al pozzo petrolifero in superficie. La fuoriuscita del liquido oleoso è regolata tramite la presenza di una valvola di sicurezza posto sul pozzo petrolifero. Se la pressione del sottosuolo non è sufficiente a far fuoriuscire il petrolio sono installate dei sistemi di pompaggio sul pozzo petrolifero. In entrambi i casi il petrolio appena estratto viene convogliato verso serbatoi temporanei di accumulo o immessi direttamente negli oleodotti. L'operazione di estrazione del pozzo petrolifero continua fino all'esaurimento della riserva petrolifera a cui è collegato.

Istituto Superiore Corleto <br> Il petrolio è un combustibile fossile, un liquido denso ed oleoso di colore variabile dal giallo bruno al nero. Il suo peso specifico è inferiore a quello dell'acqua, sulla quale galleggia. Il petrolio è un miscuglio di idrocarburi sostanze formate da idrogeno e carbonio. La sua composizione è: carbonio 80/90%, idrogeno 9/15% e con percentuali minori di azoto, ossigeno e zolfo. Il petrolio si trova negli strati profondi della crosta terrestre, sotto forma di particelle oleose che riempiono gli spazi delle rocce sedimentarie. La sua origine è organica, perchè deriva da piccoli organismi vegetali e animali chiamati plancton. La ricerca del petrolio viene fatta negli antichi bacini sedimentari , dove è più probabile trovare le trappole petrolifere. I geologi per individuare l'esistenza di trappole, usano in prevalenza la sismica a riflessione, che permette di disegnare una mappa dettagliata nel sottosuolo.
Un pozzo esplorativo è una trivellazione fatta per accertare se in un luogo esiste una trappola, se contiene petrolio e in quale quantità. Si osservano le carote di terreno portate in superficie: se i risultati sono buoni nella zona nascerà un campo petrolifero.

Istituto Superiore Corleto Perticara <br> La figura del medico competente, all’interno del panorama legislativo in materia di sicurezza, e all’interno del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, gioca un ruolo fondamentale affinché il servizio stesso risulti efficace e funzionale.
Questa figura professionale accompagna l’evoluzione dell’intero contesto industriale e lavorativo Italiano oggi il Medico Competente interviene direttamente nell’attuazione del servizio di prevenzione, al fianco del datore di Lavoro e del Responsabile del Servizio.
Se infatti una volta il Medico Competente si limitava alla valutazione fisico sanitaria del lavoratore, ora è invece coinvolto fin dall’inizio del processo di prevenzione interno aziendale.

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Per catena dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro destinazione finale coinvolgendo quindi la fase di raccolta, trasporto, trattamento (riciclaggio o smaltimento) fino al riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall'attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute umana e l'impatto sull'ambiente.

Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull'ambiente, la possibilità di recuperare risorse da essi e la riduzione della produzione di rifiuti stessi.

Istituto Superiore Corleto Perticara <br>

In base alla normativa vigente, la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro deve essere il risultato concertato di più azioni svolte da una molteplicità di soggetti, lavoratori compresi, nell’ambito dell’organizzazione aziendale. In altri termini, la sicurezza sul lavoro non può essere ritenuta “un qualcosa in più” nell’organizzazione aziendale, ma deve essere, a tutti gli effetti, “parte integrante” di essa. A tal fine, nell’ambito dell’organizzazione, devono essere presenti le cosiddette “figure di sistema”, ovvero figure professionali che devono svolgere una serie di compiti precisi, con l’obiettivo ultimo di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

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Il Centro Olio Val d’Agri (COVA), in esercizio dal 2001 nella zona industriale di Viggiano, occupa una superficie di circa 180.000 m2  ed è il risultato dell’ampliamento del “Centro Olio Monte Alpi”. All’interno del COVA trattiamo gli idrocarburi prodotti dal giacimento, separando olio, gas e acque di strato. Stocchiamo l’olio greggio in appositi serbatoi per poi trasferirlo tramite oleodotto alla Raffineria di Taranto per la raffinazione. Immettiamo il gas metano desolforato, disidratato e condizionato nella rete di distribuzione nazionale Snam Rete gas attraverso una stazione di pompaggio. Infine depuriamo l’acqua di strato dai residui di idrocarburi e di gas all’interno del COVA, per poi smaltirla nei centri di trattamento autorizzati. Il COVA ha una capacità di trattamento giornaliera di 104.000 barili (circa 16.500 m3 di olio) e di 4.660.000 Sm3 di gas associato al greggio. Eni adotta rigorose misure di tutela ambientale e sofisticati sistemi di sicurezza. All’interno di una moderna sala controllo, destinata al monitoraggio dei processi di produzione, i nostri tecnici si alternano su 3 turni di lavoro di 8 ore ciascuno, garantendo l’attività del COVA 24 ore su 2

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L’ingegneria dei giacimenti consiste nell’ insieme di tecniche, basate sull’impiego combinato di geologia, geofisica, geostatistica, termodinamica, meccanica dei fluidi nei mezzi porosi e ingegneria di produzione, aventi lo scopo di ottimizzare la coltivazione dei giacimenti di idrocarburi, sia dal punto di vista tecnico sia economico.

L’obiettivo dell’ingegneria dei giacimenti è raggiunto attraverso:Studi di giacimento e Corretta gestione delle attività durante il ciclo del giacimento dalla scoperta all’abbandono.

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Le Flowline, cosa sono e loro caratteristiche. Distanza dal centro olio, portata, pressione, temperatura, G.O.R., viscosità del greggio ed alla conformazione del terreno.

Stoccaggio, che è costituito da serbatoi verticali cilindrici che possono essere a tetto fisso o a tetto galleggiante.

Sistemi di scarico e delle infrastrutture differenziati. Trattamento scarichi liquidi provenienti da fonti diverse, che prima di venir smaltiti devono essere trattati allo scopo di non inquinare l’ambiente esterno.

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I trattamenti di Olio e Gas hanno la finalità di fare in modo che il prodotto rispetti le specifiche per l’immissione nelle reti di trasporto per le successive lavorazioni (o la vendita).

Lo scopo di questi trattamenti del grezzo è di separare il gas, l'acqua ed eventuali sedimenti dall'olio, ottenendo nel contempo il massimo recupero di olio possibile.Per trattamento del gas naturale si intende l’insieme delle operazioni atte ad eliminare o a ridurre i componenti dannosi dal gas.Il trattamento può essere di tipo provvisorio o definitivo. Il trattamento provvisorio permette di trasportare il gas dal pozzo alla centrale di trattamento definitivo.

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Percorso Formativo di Apprendistato 

I più importanti giacimenti di petrolio si trovano sottoterra anche a milioni di metri di profondità. 
Per estrarre il petrolio si scavano dei pozzi che perforano la roccia fino a incontrare il giacimento. Sopra i giacimenti si installano allora le caratteristiche torri che servono ad eseguire le perforazioni (pozzi petroliferi) attraverso le quali il petrolio arriverà in superficie. A volte il petrolio sale da solo spinto dalla pressione a cui si trova nel sottosuolo, più spesso deve però essere pompato dall’esterno. Il petrolio estratto dai pozzi (detto petrolio greggio o, semplicemente greggio) viene poi trasportato, attraverso lunghe condutture (oleodotti) e mediante navi cisterna (petroliere) di enormi dimensioni, fino alla raffineria dove sarà lavorato.

Il pozzo petrolifero è un impianto composto da una pompa meccanica e da un foro nel sottosuolo. Esistono principalmente due tipi di pozzi petroliferi: Pozzi petroliferi di mare. Le operazioni sono svolte in mare al di sopra di una piattaforma petrolifera.Pozzi petroliferi di terra.

 

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Percorso Formativo di Apprendistato 

In base alla normativa vigente, la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro deve essere il risultato concertato di più azioni svolte da una molteplicità di soggetti, lavoratori compresi, nell’ambito dell’organizzazione aziendale. In altri termini, la sicurezza sul lavoro non può essere ritenuta “un qualcosa in più” nell’organizzazione aziendale, ma deve essere, a tutti gli effetti, “parte integrante” di essa. A tal fine, nell’ambito dell’organizzazione, devono essere presenti le cosiddette “figure di sistema”, ovvero figure professionali che devono svolgere una serie di compiti precisi, con l’obiettivo ultimo di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

ITALFLUID <br>

L'acido solfidrico (o idrogeno solforato, nome IUPAC solfuro di idrogeno) è un idracido debole, diprotico, gas incolore a temperatura ambiente, contraddistinto dal caratteristico odore di uova marce; la sua formula chimica è H2S, il suo numero CAS è 7783-06-4.

È solubile in acqua in ragione di 4 g/l a 20 °C, tale soluzione ha pH 4,5. È anche solubile in etanolo, fino a 10,6 g/l a 20 °C.

I suoi sali sono chiamati solfuri e molti di essi sono insolubili in acqua; questo effetto viene sfruttato nel riconoscimento qualitativo dei cationi di numerosi metalli di transizione e del gruppo p.

L'acido solfidrico è estremamente velenoso. Una prolungata esposizione può essere mortale.